mercoledì 11 aprile 2018

COASTOCOASTOCOAST 2018 PILONE

ANDATA SENZA PAURA E SENZA DELIRIO
Spesso le uscite migliori sono quelle che non programmi, quando sabato mattina, qualche minuto alle sette, inizio a pedalare ancora non so dove andare. Soffia un po' di vento ma la giornata è bella ed ho tutte le strade aperte.
Scarto subito la litoranea e con un vento quasi sempre contrario inizio a puntare verso Grottaglie poi si decide, ho viveri e soldi a sufficienza.
Prima di lasciare Grottaglie mando a cagare un coglione che mi passa a pochi centimetri con la macchina distratto dall'ultimo post di queddà zoccl da mams sus a fasebuck. Il Coglione si ferma pure, e scende dalla macchina ancora con il telefono in mano, fattela in mano, lo rimando a cagare più da vicino e mi chiede scusa ma con un sorriso da cappella in orizzontale.
Salgo su per la Specchia, dove il vento soffia più forte, caffè, fontanella, le gambe stanno bene e allora decido di arrivare a Ceglie Messapica senza inoltrarmi nel centro storico, una volta tanto solo di passaggio, esternamente, scansando anche la confusione del mercato settimanale, ancora tutto bene e la voglia di andare avanti cresce, così come i chilometri sullo score, Ostuni la prossima tappa.
Non divago nel dedalo delle stradine comunali ma preferisco una più diretta strada maestra, prestando sempre le dovute precauzioni.
Nella città bianca si respira aria d'estate, immancabili turisti e domani è anche in programma una gara sul percorso dei mondiali del 1976, costeggio l'abitato e scendo verso la vallata proseguo verso il mare.
Non so di preciso dove ho sbagliato strada, su quale rotatoria non ho letto il cartello, solo che il mio avvicinamento all'Adriatico è più lungo del solito e man mano che avanzo il vento, contrario, è sempre più forte.
Ad un certo punto distinguo nettamente l'odore del mare che scavalca un grosso muro appena imbiancato con la calce, una curva, un sottopasso uno spiazzo e mi trovo davanti al camping Pilone, per la prima volta nella mia vita, ma un posto che conosco per i racconti di Luca che al tempo delle scuole aveva trascorso qui con la famiglia alcune estati. Procedo con calma e in fondo ad una stradina laterale il blu forte del mare, sono sulla spiaggia in località Torre San Leonardo.
Ora bisogna tornare indietro, l'unica cosa certa sarà il vento favorevole per gran parte del percorso.

Jonio e Calabria soffusa

La Fontanella

Madonna della Fontana

Un taglio netto tra la Puglia

cobblestone made in Italy

Ostuni

Adriatico

Torre San Leonardo

io mi calo

RIENTRO PSICHEDELICO
E' un cocktail non catalogato quello che sto prendendo, marmellate, creatina, sole, batteri allergenici portati dal vento ...
Inizio a pedalare in direzione opposta e non appena finiscono le case la campagna si apre distorta intorno a me, la strada una lucente lama grigia tra la terra rossa e il legno secolare degli ulivi che si contorce su se stesso, assumendo forme spettrali, invadenti, non mi fermo, sembra che qualche albero mi stia seguendo.
Ad un tratto una visione, una sagoma che conosco, in bicicletta ... Un colore familiare.
A tre metri sulla sinistra incrocio un ciclista con la maglia STOOF AUTOBANDEN, mi volto gli urlo, ma la mia voce s'infrange nel vento e si decompone in vocali che rotolano in direzione opposta verso la città bianca che mi sembra come fatta di alabastro vengo inghiottito da una strada in salita che mi butta nel centro pulsante., sono stanco, mi appoggio su delle mattonelle soffici, e una girandola colorata mi sveglia, riprendo a pedalare, il bianco si dissolve alle mie spalle come un'architettura di sale fino.
Il lungo rettilineo come una montagna russa, sono a Ceglie ma ancora la costeggio lasciandola scorrere come un sipario lungo il binario della Sud-Est.
Voglio restare nel mio paese delle Meraviglie, butto giù ancora qualcosa. Un anziano signore alle mie spalle mi fa delle domande ma non lo capisco, gli chiedo qualcosa ... Ma la sua voce è fuori sincro con il movimento delle labbra, intanto il gocciolare della fontana mi sembra una cascata monumentale.
La mia strada prosegue in una terra non terra. La campagna verde a perdita d'occhio e tra le fronde degli alberi, che sono onde, distinguo due, anzi tre pinnacoli bianchi come le pinne di squali affamati.
Inizio a scendere sempre più velocemente, la terra si ritira nella gravina, non vedo il fondo e la città un ammasso di cocci di ceramica cotta.
Base di controllo, non risponde, serve una codifica cirillica, sfioro tutti i centri abitati che incontro, con una traiettoria tangente, il ritmo incalzante, il caldo che aumenta la distanza che mi separa da casa come un elastico, il gambo in provetta di un'orchidea selvaggia attaccata ad una flebo di botulino Bike Rourke.
Il pavimento davanti su cui scendo a fatica dalla sella è arancione come le ultime pasticche che ho preso, centocinquanta la gallina canta il giro è finito le gambe sono fluide e l'acqua bollente, capovolto, come la doccia in un geyser .

strane presenze
il legno si contorce

qualche albero mi segue

mattonelle soffici
squali bianchi nel mare verde


Jonio Lido B


domenica 8 aprile 2018

L'INVASO


Grazie alle donne ho iniziato la mia seconda e più impegnativa fase ciclistica passando dalla MTB alla strada.
Con le donne, scusate ... Con le ragazze, oggi sono tornato a pedalare in compagnia dopo tantissimo tempo.
Un giro pensato per le GirlPower capitanate da Lalla, che oggi ha seguito parte del suo gruppo con l'Ammiraglia, che al sig. Marangiolo gli sarebbe venuto l'occhio lucido e con il supporto sempre importantissimo di Mastro Ciccio ... Loro due hanno il potere di farmi mettere da parte la mia proverbiale fuga in solitaria riuscendo a coinvolgere nel giro oltre a Teresa Serena e Anna (a pedalare per le GirlPower) anche Francesco e ancora caldi da una quattro giorni di pedalate sul Gargano Andrea e Martina.

Un giro relativamente facile da Taranto lungo lo stradone dell'Auchan fino a Faggiano, un brevissimo tratto di pavè (per ricordare la Classica Monumento che si corre proprio oggi) e poi la salita fino a Roccaforzata. Pausa al bar della piazza per poi ripartire in direzione Monteparano e scendendo verso Carosino per girare infine intorno a tutto l'Invaso Pappadai.
Il ritorno seguendo la stessa strada a ritroso, anche se dopo Faggiano ho lasciato il gruppo per dirigermi direttamente verso casa senza transitare nuovamente dalla città.

Ognuno ha la sua motivazione per pedalare, ognuno il suo ritmo, ognuno i suoi tempi, sono cose che non possono raccontarsi tutte insieme come flussi d'acqua che da un unico invaso scorrono lungo infinite diramazioni alimentando, ognuno a suo modo, la bellezza della bicicletta, che personalmente, in questa uscita ho provato ad immortalare attraverso un punto di vista diverso dal solito, possibile solo quando non sei l'unico protagonista della tua pedalata.


il tornante verso Rocca
la salita
un panorama per tutti
francesco/teresa/serena
ciccio
martina/andrea
lalla/anna
have fun 
Pappadai the other side
si ritorna a casa
un messaggio subliminale


mercoledì 4 aprile 2018

I O D I O

Sono giorni in cui la Pace deve avere il sopravvento su tutto ...
Per me non è così, non è mai così, specialmente quando la Pace sembra una cosa dovuta per partito preso.
Pedalo sotto vento, un tiepido sole laterale, il cielo che si dipana sopra la mia testa, il mare che invade la spiaggia o si alza con un boato sordo che viene amplificato dalle canne naturali di un maestoso organo roccioso, le ruote che non si fermano e quello che realmente conta è essere in Pace con me stesso, almeno fino a quando sono in bicicletta.
Chiudo il mio libro nero, lo lascio sull'asfalto sperando che il vento agiti le sue pagine e spinga via i nomi scritti con l'inchiostro sbavato.
Non ho il tempo per chiudere 100 km ma ho le gambe per raggiungere un paio di ciclisti che scorgo in lontananza prima che spariscano dietro la curva dopo Fata Morgana, ho la testa per stabilire il punto di ricongiungimento, con il primo ... Poi con il secondo ... Poi non mi fermo vado avanti, più cauto per oltrepassare le lingue di sabbia srotolate sull'asfalto, proseguo fino a Campomarino dove posso prendere il caffè che non ho ancora preso questa mattina.
La giornata merita e mi allungo oltre l'abitato per qualche foto, poi torno indietro e mi dirigo verso l'interno cercando di evitare lo scontro diretto con il vento.
Maruggio, Torricella, Lizzano, Faggiano lungo strade larghe, traffico davanti ai campisanti e le voci della Santa Messa in filo diffusione che si spargono nelle campagne circostanti, un prete che canta stonato.
Sono a casa, lascio la bicicletta, tolgo la giacca, in bagno mi tolgo il completo entro nella doccia ... Sul corpo scritti con inchiostro sbavato dal sudore dei nomi ... Non riesco a dimenticarli.
L'acqua bollente e il vapore che riempie il volume della stanza, sulla scrivania ho un altro libro nero su cui scrivere ancora e ancora.
Perché la pace non fa completamente parte del mio essere e quando soffia il vento lungo la litoranea faccio il pieno di I O D I O respirando a pieni polmoni.
Togli il sangue dalle vene e versaci dell’acqua al suo posto: allora sì che non ci saranno più guerre.
Pero' non so se al suo posto ci sarà la Pace.

la sabbia ha sepolto il passaggio
duna e macchia
I O D I O



lunedì 19 marzo 2018

RIDEFLOZRMEISTER

E' dal 2015 che in concomitanza con la Classicissima di Primavera organizzo il mio Giro da Milano a Sanremo ed anche quest'anno l'avevo messo in programma.
Ma il venerdì sera controllando meglio il meteo mi accorgo che probabilmente la pioggia prevista non ci sarà e in un mese in cui ho pedalato poco sprecare un'intera mattinata per pochi chilometri è un lusso che non posso permettermi.
Così decido che è arrivato il momento di provare a salire per la prima volta, in un unica uscita, tutte e 6 le salite che dalla Grottaglie - Crispiano si snodano sulla Murgia.
Parto alle 07:30 da San Simone, umido cielo coperto e soffia un forte vento da sud est, in direzione Grottaglie.
All'incrocio con la prima salita sono parcheggiati camion e camper cinematografici per qualche ripresa in esterna di chi sa quale film, ma nella mia pedalata non sono previste controfigure ...



Specchia Tarantina o Tiro al Volo 4.45 km pendenza media del 4% - Ma io arriverò fino all'incrocio di Villa Castelli per il mio primo caffè del giorno.
Le 6 discese sono state di gran lunga più impegnative delle salite.
Dalla Specchia il vento non aveva ostacoli ed era fortissimo, contrario o laterale ... in alcuni momenti ho faticato a tener dritta la bici scaricando la tensione tutta sulle braccia.
Con il vento alle spalle consumo le mie prime scorte alimentari, prenderò qualcosa lungo tutti i tratti tra una salita e l'altra.


Monti del Duca 3.11 km pendenza media del 6% - Probabilmente la più dura per via delle sue pendenze, non appena superi la masseria curvi a sinistra e la strada si adagia sul costone facendoti fare un giro di circa 270° riportandoti quasi in direzione opposta alla partenza per affrontare l'unico ampio tornante che la caratterizza.
Dalla cima il paesaggio è avvolto in una foschia liquida. In discesa oltre al vento devo fare attenzione a numerosi detriti, rami e pietre scivolati giù sull'asfalto.



Spaccamonti 2.46 km pendenza media del 7% - E' quel piano inclinato iniziale che fa la differenza con le altre salite ... Salgo regolare, tranquillo, senza mai forzare. Continuerò a salire arrivando fino a San Paolo per scendere dall'Orimini ... il fondo è per lo più umido e cerco di non rischiare inutilmente, il vento inesistente, ma tornerà di nuovo un pericolo quando per qualche centinaia di metri percorrerò la SS 172 per ritornare sulla mia direttrice di lancio, mancano ancora tre salite.



Pilano 5.53 km pendenza media del 4% - La più regolare di tutte, quasi completamente nascosta nel bosco, è quella su cui riesco a spingere di più, ma non questa volta.
La discesa invece l'affronto con molto timore la strada è stretta e il fondo umido e viscido.
La mia pedalata continua, attraverso il passaggio a livello e sono sulla quinta salita.



Voccole 4.71 km pendenza media del 4% - La salita inizia subito, non puoi non accorgertene, anche se planimetricamente attraversi campi e pascoli apparentemente sempre alla stessa quota, le gambe però dicono un'altra cosa, solo dopo la masseria la strada si alza sensibilmente per portarti al tornante e successivamente sul tratto di strada al piano successivo, un lungo balcone sulla valle sottostante dove lo sguardo, nei giorni limpidi, arriva fino al blu del mare.
La discesa è piacevole, asfalto asciutto e vento non fastidioso.



Pianelle 2.78 km pendenza media del 5% - La salita che il Giro d'Italia ha più volte affrontato (anche nella 100^ edizione) per spostarsi dallo Jonio alla Murgia e poi all'Adriatico. Lungo la salita ha costantemente la valle aperta sotto il tuo lato destro, il lato sinistro invece sempre sotto il tiro di una zona militare, radar, antenne e filo spinato. Quando arrivi in cima il bosco delle Pianelle ti avvolge e ti da un attimo di sollievo prima dell'ultima discesa.

Quando torno al punto di partenza, fresco della lezione con l'esperto di NamedSport, continuo la mia alimentazione integrativa e post prestazione e in un giorno amaro e maledetto come questo rinuncio anche alla mia birra ...

 

domenica 11 marzo 2018

LA CECIU

Ricordo ancora quanta fatica ho fatto per trovare il telaio che alla fine, dopo tanto, è diventato la flozstation bike.
Per qualche coincidenza astrale, invece, poco più di un mese fa un perfetto sconosciuto (che incontravo per puro caso e per la prima volta) da Cicli Marangiolo mi regala questo telaio MOSER insieme a varia componentistica a cui aggiungo alcuni elementi che gelosamente conservavo per un momento come questo ... Tenendomi in un budget molto limitato, alla fine tutto è sostituibile, acquisto quello che manca ed oggi finalmente la mia nuova "vecchia" bicicletta è pronta!
Si chiama "LA CECIU" così è stata battezzata in ufficio tra un raccordo di fibra ottica, un pettegolezzo sull'ultimo Grande Fratello Vip gli scazzi e le notizie che ci rendono tutti felici.

Un grandissimo grazie a VITO MARANGIOLO, senza il quale forse questo telaio sarebbe andato perso per sempre, per la sua proverbiale professionalità i preziosi consigli e soprattutto per essere sempre disposto a venire incontro alle mie esigenze e curiosità.
Grazie naturalmente a tutto lo staff di Cicli Marangiolo per aver realizzato questo mio piccolo gioiello







E grazie anche a te, che non so neanche come ti chiami, pensa un po', per avermi regalato questa nuova opportunità per pedalare ancora, in maniera differente, ma sempre con lo stesso cuore.