domenica 26 novembre 2017

ICH RADFAHRER VOM BAHNHOF ZOO FASANO

Ogni tanto devi ricordare il passato, per evitare che le scimmie risalgano sulle spalle per divorarti il cervello.
Questa domenica avevo intenzione di partire da casa ed arrivare a Laureto, scendere verso Fasano per poi risalire dai tornanti dello Zoo, ma le previsioni meteo lentamente hanno preso la via del pessimismo e quando la domenica mattina scruto il cielo, anche se ancora buio, devo modificare il mio piano per poter tirar su qualche km diminuendo sensibilmente la mia aspettativa di pedalata.
E' tutto pronto così decido di spostarmi con la macchina verso Martina, porto con me anche un cambio asciutto perché oggi, la pioggia è data per certa!
Mentre guido ascolto un cd che mi sono portato da casa e non ho ancora deciso da dove partire. La luce inizia a delineare meglio il cielo lasciando intravedere qualche temporaneo spiraglio.
San Simone sembra la scelta più onesta, per evitare di passare, inutilmente, troppo tempo in auto.
In poco tempo sono sulla salita di Pilano, questa mattina forse le mie ruote sono le prime a solcarla, e nel silenzio ovattato del mio sotto casco invernale scorro lungo l'arteria di umido asfalto che prima rettilinea poi con dolci curve e contro curve s'inoltra nel cuore pulsante del bosco. Sono come una sostanza estranea.
Ma il bosco non mi rifiuta, non mi espelle e quando esco gocciolo sudore come dalla punta di un'ago.
Procedo verso Martina il "senso del dubbio" è ancora più opprimente, il cielo verso Fasano è più scuro e non lascia spiragli, le nuvole basse si muovono veloci spinte da un vento che si è fatto più freddo.
Giro attorno alla città arrivando sulla strada che si affaccia sulla Valle d'Itria, non troppo lontana Locorotondo dove sposto il mio limite momentaneo, Station to Station partendo dalla stazione Ippica!
Prima di spuntare sulla circonvallazione costeggio un fondo in cui un grosso trattore sta smuovendo la terra bagnata. L'odore che m'investe è impressionante, mi fermo sotto lo sguardo dubbioso del fattore appoggiato al muro a secco e respiro profondamente, come a cambiare tutta l'aria che ho in corpo, quando riprendo a pedalare spingo più a fondo, come il pollice sulla base della siringa.
Sono all'ultima rotatoria, è tempo di decisioni importanti.
L'impulsività e le esperienze negative hanno lasciato spazio con il tempo a decisioni più ponderate e il cielo alla mia destra e striato di scuro verso il basso. Lo Zoo dovrà attendere ma le scimmie oggi sono molto più lontane di ieri, giro verso sinistra e la calce bianca e i tetti in pietra mi accolgono come l'ultima volta che sono venuto ad ascoltare Dj Shadow ... ma della bella vita estiva neanche l'ombra, il centro storico è vuoto (anche se è ancora molto presto), anziani che si spostano al suono delle campane, serrande chiuse e un bianco sporco di un triste accecante.
Il Caffè della Villa m'inspira calore, ma la sua accogliente atmosfera storica è stuprata dal classico smart trip piatto multicolor alla parete. La coda di un notiziario con le previsioni meteo, niente che già non so!
Riprendo la strada, questa volta dalla terra mi spingono gli echi ricchi di bassi e le visioni dello IED sono come aurore nel cielo.
Prendo la strada verso Mottola, attraverso palazzoni colorati alla ricerca del logo rotante al neon della Mercedes ... Ma non è Berlino e trovo solo il concessionario Audi ed inizia a piovere.
Avrei voluto fare un giro circolare per tornare al punto di partenza, come il viaggio di una goccia di sangue che spinta da una pulsazione si allontana nei meandri più nascosti e stretti del labirinto del sistema cardio-vascolare ... Ma non sarà così, devo tornare indietro sotto una pioggia che scende a tratti, fredda e con qualche colpo sordo sulla giacca nera.
Sulla salita della via per Crispiano recupero un paio di ciclisti che poi scoprirò prima del bivio essere la coda di un nutrito gruppo.
Piove intensamente e la discesa m'incute un po' di timore la prendo con tutte le precauzioni del caso ... Mi sfilano, poco alla volta, tutti quelli che si erano fermati al bivio per aspettare gli ultimi del gruppo.
Dopo la masseria, quando finiscono le curve riprendo velocità, la pioggia scende forte, ma ormai sono arrivato modificando in corsa il mio programma, riuscendo ad adeguarmi al tempo e allo spazio, percorrendo quella strada che sviluppandosi su più frequenze ti porta sempre verso la pace e la soddisfazione.

I vetri della macchina appannati, mi cambio riuscendo a muovermi a scatti, non sono completamente asciutto, ma posso ripartire, sguardo rilassato oltre il parabrezza mentre i tergicristalli ondeggiano a tempo. Poco dopo il bivio di Pilano vedo un ciclista che cammina sotto la pioggia a piedi sul ciglio della strada portando a spasso la sua XR1 ... Mi accosto e la domanda classica è "Tutto OK?" ma è ovvio che niente è apposto!!
Due forature alle spalle, niente più camere d'aria, pioggia e punto d'arrivo Grottaglie.
Tu cosa avresti fatto? In due con due biciclette in macchina ci sono già stato, Io gli ho dato un passaggio a Grottaglie confidando sul fatto che qualcun'altro l'avrebbe fatto con me, finendo una mattinata solitaria scambiando due chiacchiere e aggiungendo un piccolo peso sulla bilancia del Karma positivo, sulla strada solo mai, non a caso e non solo a parole.
Ciao Carlo a presto ontheroad again!

previsioni meteo
Station to Station
smart trip
flowerpower
Pilano sotto la pioggia
io sono arrivato ...



domenica 19 novembre 2017

SCISSOR SISTER

Brucio i chilometri alle mie spalle, ma non lancio segnali di fumo, un Black Submarine 20 mila leghe sotto il mare a combattere contro le meduse e le Oloturie giganti a resistere alla pressione in apnea perenne.
Sto ancora scattando qualche foto prima della partenza quando passano dei ciclisti, poi un'altro paio, e poi infine altri tre, uno dei quali "Allora il caffè lo prendiamo sopra ... E c'è cumand idd??" In forte contrasto con chi evidentemente aveva deciso per tutti, anche per lui!
Inizio la mia pedalata e vedo la coda di questo gruppetto che gira per Pilano ... Il programma era salire per Spaccamonti, ma qui comando io!
Vento di taglio e il disaccordo tra questi "amici" della domenica si manifesta nel campione lontano e i restanti sparpagliati lungo la strada che ancora è in piano.
Sono fresco, e con i muscoli freddi, prendo un ritmo e non forzo.
Inizio a recuperare la coda, 3, 4 gli passo ... Nessuno ti saluta ... Sono quelli che quando gli incroci t'invitano ad unirti a loro!
Prima del ponte supero un'altro e altri due alle prime curve dentro il bosco poco dopo la masseria. Riesco a vedere altri due ciclisti ... il mio passo è sempre quello, grandi inspiri ed espiri ... Sono dietro anche loro, l'ultimo che ho superato si mette in scia, mi sta dietro per un po', poi mi molla. Oggi è toccata a me!
18'24" 20'14" 21'08" 21'52" 28'02" 28'40" ma il mio tempo non è per niente fenomenale ed è strano poi vedere che il primo (dopo di me) aspetta, al vento, oltre 8 minuti l'ultimo del suo gruppo. Sono finalmente di nuovo fermi per il caffè, mentre io sono già a metà salita di Spaccamonti.
E la tua lingua taglia il cielo Per le mie gambe aeroplani ... Fe-no-menale!
One Two e three

Le mie ruote come forbici sull'asfalto e tagliano la carta dove scrivo poi avvolgo un sasso e lo lancio per aria. Oggi è toccata a me.
Brucio i chilometri, più veloce, dietro di me non lascio briciole da pollicino e il mio pollice lo tengo piegato nel resto del pugno.
Ho preso un paio di guanti alla Undertaker o come Pat Smear nel video di Rope ... Scegli se vuoi finire sotto terra o rimanere folgorato.
Sono di nuovo all'incrocio con Pilano e salgo per la seconda volta più caldo e più stanco, questa volta non trovo nessuno davanti e salgo senza troppa fretta.
Arrivo in cima ancora qualche piccolo scatto e poi in discesa di nuovo verso San Simone.
La birra è irrinunciabile, anche con quest'aria frizzante.

Domani? Forse tocca a te.

scegliendo il caprone per la prossima avventura 
sotto pressione / alta tensione
fango
come il vento
San Simone walk of fame
Big Bro ... I'm Watching You! Bella Zia.
ride Smear

martedì 7 novembre 2017

SIGNORI SI NASCE

Le cose semplici non mi sono mai piaciute e neanche gli schemi classici ... Per questo evito i gruppi, i treni, gli appuntamenti e l'aspettare chi non si sveglia, poi rimani dietro e nessuno ti può aspettare ... Per questo evito il testosterone degli invasati e i consigli di chi soppesa con lo sguardo il tuo telaio e che quando rimane indietro, ma tu hai il 52x36, ma io sto facendo scarico!
Per questo ho iniziato a seguire le sirene in sella ad una bicicletta, faticando anche ai primi appuntamenti ... Timido ed impacciato, con un vestito ingessato e senza fiori nell'occhiello.

Certo in un momento differente avrei colto la palla al balzo per starvi dietro e darvi contro, Take the power back creato al volo un'uscita con un significato inverso da raccontare in versi.
Ma la strada era già sotto le ruote pronta per essere consumata ancora una volta, un pasto frugale e povero, genuino e ricco di storia, non un piatto gourmet in cui ci butti spice per dargli quel retrogusto esotico che sopperisca all'estetica ... Yo, I'll tell you what I want, what I really, really want / Oh girls, they wanna have fun !!

Quando esco non si è ancora alzato il sole davanti al mio orizzonte, succederà sulla strada per San Donato, dove le mie mani sono già congelate. L'alba non basta a riscaldarmi, ma già vale tutta la giornata, sulla Specchia Tarantina cerco vanamente di scattare una foto decente sul tratto Esse parte dura, il caffè al Rouge et Noir, il trullo in aperta campagna, la strada per Ceglie, il paese ancora assonnato, lo spuntino da Franco, la piazza tutta per me ... Ma quanto è presto? Scendo verso Villa Castelli e mi riprometto che la prossima volta svolto a destra. Il vento contrario fino alla complanare della Statale.
Sulla "tangenziale" di San Giorgio mi raggiunge un gruppetto assortito che avevo superato scendendo da Grottaglie.
Un ultrà cinquantenne mi passa in discesa a quasi il doppio, pian piano tutti gli altri, penultimo un uomo decisamente sovrappeso che però procede accovacciato sulla "canna" del telaio in una posizione dall'aerodinamica imbarazzante ... Ma che è??
Giro la ruota, passo parola al passaggio verso la litoranea, taglio lungo altre posizioni, tappeti e strofinacci sul davanzale, alle pezze!
Recupero delle fischer da muro giù a Lama e poi torno a casa.

Quali sono le sensazioni? Cosa ho pensato posando lo sguardo in un determinato punto tra un colpo di pedale e l'altro? Ho il mio punto di vista del tutto naturale per attraversare con una bicicletta da solo l'innaturale ... Ma questo lo sapevi già e te lo aspettavi!

Le cose semplici le ho sempre aperte sull'asfalto rendendole libere, condividendole anche con chi nei chilometri voleva vedere sole le cose difficili. Ho aspettato, ho rallentato, ho spinto ... quello che lascia una pedalata non va mai dimenticato, qualche volta però bisogna accelerare perché andare in bicicletta è facile, è un classico e una volta che impari non lo dimentichi più ... Anche se alla fine non è mai una cosa semplice. 

A noi ci va così, così bene che non so che cosa dire / Tu diresti c'est la vie ah Ma stai bene? Hai mai visto un'alba così?

tratto esse parte dura

trullo

la vita oltre la complanare

pieno autunno

giovedì 2 novembre 2017

L' ALBA DEI MORTI VIVENTI

119 - Una storia si può anche raccontare al contrario ... Primo Novembre è passato quasi un mese, guardo la ruota posteriore sgonfiarsi lentamente, sorseggiando la mia prima birra antimeridiana.
E' stata una gran bella pedalata!
Sto pedalando su via Brigantini, sono a qualche centinaio di metri da Lido Bruno e sento lo sbuffo dell'aria che esce dalla ruota, per fortuna sono vicinissimo a casa, perché proprio non mi va di cambiare la camera d'aria proprio ora.

108 - Sul dosso di Porto Pirrone forzo l'andatura, da lontano avevo puntato una podista e mi sono prefissato che sarebbe stato forte raggiungerla e superarla prima della fine dello strappetto, ci riesco ma per poco! E' da Torre Sgarrata, dove ho preso l'ultimo gel che mi restava da questa estate, che pedalo con le gambe più doloranti del solito, il vento che si oppone e il traffico di una soleggiata giornata di festa in pieno orario di aperitivo. 

84 - Quando mi lascio alle spalle la tenuta d'Ayala e l'ombra della pineta, mangio un mezzo panino (cazzo ma sono a Campomarino), l'aria è più calda e le bandiere della pace mi sventolano in faccia, il mare cristallino si disperde piatto e lucido alla mia sinistra.

76 - Esco dall'abitato di San Pietro in Bevagna, e per non so quale allineamento planetario non incontro nessun ciclista in senso inverso ... il mio sguardo si tuffa, anche se con uno slancio maggiore rispetto all'andata oltre la macchia, scivola sulla sabbia dorata lasciando invisibili impronte di piacevoli sensazioni per poi sparire nel mare, in un moto continuo che cerco di armonizzare con il mio respiro.

67 - Ho da poco superato il cimitero di Avetrana e sono in un uliveto sottoposto alla sede stradale per un bisogno fisiologico quando ad un tratto un tono di voce femminile mi chiede "Tuto bene?" resto pietrificato per qualche secondo che mi sembra infinito, mentre la voce, lentamente assume la sagoma di una ciclista da strada che attraversa il mio campo visivo, quando i nostri occhi dietro gli occhiali collimano gli rispondo "Si, sto facendo la pipì!!" il suo volto si riempie di un sorriso "Ok allora". Alle sue spalle spuntano successivamente due ciclisti. Finito il mio bisogno mi rimetto in sella e raggiungo i tre, quando sorpasso la ciclista la ringrazio per l'interessamento, lei sorride di nuovo, poi la strada inizia a scendere verso il Chidro e io mi faccio rapire dalla discesa.

62 - Sono venuto ad Avetrana per le uova di Olivieri. Quando la signora apre la porta di casa mi riconosce subito ... "Ciao come stai?" alla fine non si fa pagare l'uovo, "Voglio regalartelo io, dai poi la prossima volta!!" la cosa ovviamente mi prende benissimo, e l'uovo come al solito è sensazionale.

51 - Sono alla Salina Monaci e decido di passare lungo il sentiero di sabbia, non ci sono bagnanti e i fenicotteri non sono ancora arrivati, mi godo con prudenza il paesaggio.
Qualche foto sotto la torre e poi una pausa sulla mia terrazza sul porto, dove hanno però messi la statua del Cristo Redentore di Torre Culimena ... che dispiacere ... e che brutta situazione mi trovo ... No ma così no, No, così no ... Aspita, così non sei Ziu Belo, sei un Ziu Belo di merda!


47 - Sosta al Chidro e successivamente lungo la strada verso Torre Colimena incrocio a poca distanza due mega gruppi di ciclisti, il primo con circa una ventina di persone ... Il secondo a colpo d'occhio con oltre quaranta! Io invece, fin qui da solo, silenzioso, felice.


37 - Sono le 08:00 e sono arrivato a Campomarino, i chioschetti sono ormai chiusi, Sandrino non ha ancora aperto, Brunetti ormai è smobilitato, mi devo fermare al bar dell'angolo. Prendo un caffè e un saccottino al cioccolato. Ma più che un saccottino mi sembra una bustina del te usata e ri/usata. Malgrado i molteplici passaggi nel microonde la pasta è cruda, collosa lo apro a fatica con le mani, la cioccolata sembra un blob. Non lo posso mangiare e non lo devo restituire, lo butto via ... Un bar non devee servire prodotti del genere, punto ... Panna e Cioccolato, adios!

18 - Faccio qualche foto giù a Baia Serrone e poi su una solitaria sedia di plastica alla Torretta.



00 - L'alba dei morti viventi, aspettavo il cambio dell'ora per uscire ancora più presto, infilando nelle gengive i denti da vampiro, spiegare le mie membrane nere da pipistrello ed iniziare a puntare l'alba a tutta velocità, senza prendere fuoco, senza disintegrarmi ma dissolvendomi e ricomponendomi ad ogni pedalata in una traiettoria difficile da decifrare, lontano dai morti che popolano le strade, lontano dalle zucche vuote, lontano dalle ombre che il giorno mi butta addosso.







lunedì 30 ottobre 2017

THIS TIME

Ho aspettato più di sei giorni per risalire ancora verso Martina e questa volta prendermi tutto il tempo per passare lento attraverso i colori caldi dell'autunno, floziage ...
Sulla salita di Pilano metto più volte il piede a terra per fare delle fotografie, e quando un gruppetto di ciclisti mi sorprende immobile sul ciglio mi chiede se va tutto bene?? Gli rispondo di si con un sorriso. Quando ricomincio a pedalare lo faccio con più grinta e quello in mountain bike lo riprendo prima dello scollinamento.
Prima di arrivare a Martina ancora tante soste lungo la strada, attraverso un affollatissimo centro fino ad arrivare al mio appuntamento per la colazione, anche questa in stand by da una settimana.
Mi muovo in punta di piedi come un datato Baryshnikov sui lastroni, ma la mia bicicletta non è una sbarra e non ho uno specchio in cui riflettermi. Dopo la prima goffa scivolata, salgo di nuovo in sella fino al Tripoli.
Anche se non sono da solo, prendo la mia solita consumazione, caffè e bocconotto ricotta e pera.
Non ho segnato nessun record per arrivare e non abbiamo bisogno di fotografie, non servono didascalie questa volta, siamo qui:

In the beginning, well, I didn't know
As time passed on still didn't know, I didn't know
But this time, this time I'm gonna try it my way,
I'm gonna live life my way
This time, this time I'm gonna try it my way,
I'm gonna live life my way
Well, I didn't know, just couldn't see
The memories of past failures like a shadow haunting me
But this time, this time I'm gonna try it my way,
I'm gonna try it my way
Yeah, this time, this time I'm gonna try it my way,
I'm gonna live life my way
There was a dream, I wanted to come true
But dreams you know they need to be followed through
That's why this time, this time I'm gonna try it my way,
I'm gonna try it my way
Yeah, this time, oh, this time I'm gonna try it my way,
I'm gonna live life my way
(Dj Shadow)


E la mia strada riprende, con ancora più soste, silenziosa, attraverso l'atmosfera che profuma di camino e di sottobosco, sotto una grandinata di ghiande.
In discesa senza paura e il rosso delle foglie si stempera nel brillare di uno spritz al solito traguardo volante del Caffè del Borgo.








lunedì 23 ottobre 2017

RIDEFOLIAGE

Il senso di questa pedalata era un'altra, il percorso, in parte doveva essere un'altro, arrivare a Martina Franca, scendere dalla bicicletta e sedersi ad un tavolino per leggersi negli occhi le parole confuse dentro le didascalie ...
Invece mi ritrovo a pedalare senza sosta, a spingere, perché le gambe stanno bene, a non fermarmi mai, solo per il caffè in cima alla Madonna della fontana, arrivare a Martina prima del previsto ma continuare ad andare, perché la matematica non è un'opinione ed è sempre meglio avere il resto, rubare qualche foto ma sempre in movimento.

Ci sono pochissime persone per le quali posso chiudere il copione di una sceneggiatura già scritta, e con le quali posso fare tutto quello che non mi piace fare in bicicletta: Peppe è una di queste persone!
E non scriverò nient'altro su questi 105 km nient'altro oltre al fatto che Peppe è tornato a battere la strada!
Frequentarsi quotidianamente non serve a far grande un'amicizia, bastano pochi e significativi momenti ... Come andare incontro alle prime luci del giorno in sella ad una bicicletta.

il pensiero a domenica prossima
Ma se per qualcuno posso rimandare un'uscita, per qualcun'altro devo tornare indietro, l'autunno non è ancora finito e i colori tenui sono sul bordo che mi aspettano, e il record ancora da fare.

lunedì 16 ottobre 2017

+ IL GIRO DELLE SETTE CHIESE - LA SANTIFICAZIONE +

Si parte poco dopo le 08:00 del mattino dalla chiesa di San Donato, Io, Andrea, Luis un suo amico, Vincenzo un altro tipo ed Ezio (unico presente anche al Primo Giro).
La giornata è meravigliosa, sole poco vento e una temperatura gradevole fin dalle prime pedalate.
Ci dirigiamo verso Faggiano per poi iniziare l'ascesa di Roccaforzata.
Lungo la salita gioco un po' come fa il gatto con il topo con questo tipo, ma è troppo facile, poi vado al tornante per fare qualche foto. Arriviamo in ordine sparso sulla Rocca e poi guido il gruppo alla prima chiesa San Nicola di epoca sconosciuta, i documenti ufficiali la citano dal 1578, in occasione della visita di Monsignor Brancaccio (fonte Comune di Roccaforzata).
Un rapido spostamento ci porta giù verso il Santuario della Madonna della Camera Il Santuario è situato a circa 1.5 km a sud dell'abitato, là dove sorgeva l'antico villaggio di Mennano. Pur ricadendo nel territorio del vicino comune di Roccaforzata, ove la madonna viene solennemente festeggiata il giorno del giovedì dopo Pasqua, il santuario è meta di numerosi pellegrinaggi sia da Monteparano che da altri centri della provincia. All´interno è custodita una icona della Madonna e altri affreschi risalenti al Medioevo. La festa deriva da una lontana leggenda. Si racconta che, durante l’invasione turca, le popolazioni di Roccaforzata e Monteparano si rifugiarono nell´ omonimo Santuario, sito nel villaggio di Mennano, per salvarsi dagli assedianti. I Turchi furono allontanati dagli occhi della Madonna raffigurata su un quadro posto all'interno della "camera". In passato il Santuario era metà di scampagnate che coinvolgevano buona parte delle popolazioni dei due Comuni. Ci si allertava di buon mattino e si raggiungeva il Santuario a piedi. I fedeli di Monteparano, subito all'uscita del paese, si fermavano alla cosiddetta "pietra santa", un masso di notevoli dimensioni che si trovava sul lato sinistro del tratturo, sul quale, secondo una leggenda, la Madonna si sarebbe seduta a riposare. La leggenda non ha resistito alle prime sistemazioni stradali degli inizi degli anni '70 (fonte Comune di Monteparano).
Lungo la Provinciale 114 scendiamo verso Lizzano. La campagna ha ancora i colori accesi, l'autunno sembra lontanissimo.
Attraversiamo l'abitato da Nord a Sud fino alla parte antica dove sorge in un spiazzo la Chiesa della Madonna del Rosario  La facciata, slanciata, presenta una sola entrata, due lesene agli angoli ed un rosone circolare, al di sopra del quale si vede lo stemma gentilizio della famiglia De Raho, feudataria di Lizzano, che fece edificare la chiesetta. Sul lato sinistro si notano gli archi di appoggio del Castello normanno, costruiti in seguito al terremoto del 1743. Sul lato destro si nota il campanile (senza campana), alto circa 250 cm. L'edificio si sviluppa su un'unica navata orientata nel senso est-ovest con altare principale a ponente, addossato all'abside semicircolare, la cui volta è dipinta di celeste. Oltre all'altare di pietra e di legno, l'abside presenta cinque nicchie vuote. Entrando sulla destra, vi è un affresco della Madonna con il bambino, in parte velati da uno strato di intonaco, fatto in epoca successiva con fregi sovrapposti, per cui l'affresco si intravede. Sul pilastro a fianco, sotto un piccolo strato di intonaco, dipinto come se fossero delle venature marmoree, si intravede la figura di un Santo con mitra, nell'atto di benedire (probabilmente si tratta di san Nicola, titolare della parrocchia matrice). La copertura a botte dell'unica navata è quasi completamente affrescata e decorata; ai lati vi sono tre arcate, in quelle centrali vi è una nicchia di legno (una per lato), che un tempo accoglieva statue o pitture sacre. La varietà dei colori e dei motivi usati per le decorazioni ne facevano un tempo un piccolo gioiello di gusto, anche per la sobrietà che gli autori seppero mantenere. In corrispondenza della terza campata di destra una porta immette in un vano adibito a sacrestia. La chiesetta è illuminata, oltre che dal rosone posto sulla facciata anche da una piccola finestra posta sull'abside; le piccole decorazioni a dentelli ed a conchiglia testimoniano l'unità di stile che si volle dare al momento della costruzione. Attualmente la chiesetta del S. Rosario è sede dell'omonima confraternita. Ospita le celebrazioni eucaristiche del giorno della solennità della Madonna del Rosario, il 7 ottobre. Dalla chiesa prende il via l'uscita dei perdoni (confratelli incappucciati e scalzi) e della processione dei Misteri, le cui statue sono ivi conservate (fonte Wikipedia).
Lasciamo Lizzano e torniamo a salire in direzione Sava lungo la Provinciale 118, a metà strada incontreremo la nostra quarta chiesa il Santuario della Madonna di Pasano l'antica chiesa era posta trasversalmente a quella oggi accessibile, edificata nel 1712: quest'ultima, dopo il terremoto del 1743, fu subì ulteriori modifiche: in particolare, vi furono aggiunti sei pilastri laterali che ne danno l'aspetto attuale. Secondo le ricostruzioni del Coco, in Pasano vi furono diverse dimore di Basiliani e la chiesa costituiva un Santuario di Confine, posto a ridosso del cosiddetto Limes Bizantino (altrimenti detto "Limitone dei greci") del quale proprio tra le contrade di Pasano, Curti de l'Oro e Camarda (toponimo quest'ultimo tipicamente bizantino e che indica un accampamento) si osservano ancora i resti.
Il toponimo Pasano è invece descritto come di origine latina, ed è certo che questa zona, insieme alla vicina Agliano, fu occupata anche dai coloni romani in precedenza, mentre ancor prima viene indicata dagli storici come un'area di confine magnogreca (insieme alla vicina Agliano ove le ricerche più puntuali e precise hanno evidenziato resti di un tempio pagano).
IL MIRACOLO DELLO SCHIAVO Nell'anno 1605 si racconta che lo schiavo di un signorotto, tal Marcantonio Raho, legato ad una catena dal suo tiranno, promise di convertirsi se fosse stato liberato dalla catena che lo legava, dal cielo cadde un sasso che ruppe la stessa e lo schiavo,una volta libero,si sarebbe fatto battezzare.Questa la versione raccontata da Primaldo Coco nella sua opera su Sava, e ripresa da uno scritto del Vescovo Kalefati, il quale conduce un'istruttoria 113 anni dopo la data della liberazione dello schiavo, e dopo altri 57 ne stila un rapporto. In realtà, nel periodo in cui visse lo schiavo era usuale che signorotti pugliesi detenessero schiavi che in genere erano genti di altre nazionalità ed altri credo fatti prigionieri. Era usuale ed auspicata anche la loro liberazione, in cambio della conversione al cattolicesimo e del battesimo, A questo scopo, i Gesuiti avevano creato anche un apposito organismo, la "Congregazione degli Schiavi". L'esplosione dei battesimi degli schiavi in Puglia si registra difatti proprio tra il 1602 e il 1610.
Un pesante monolite identificato come la pietra del miracolo è conservato all'interno dello stesso santuario, e originariamente era conservato in una piccola cappella della "Madonna dello Schiavo", istituita in onore di questo avvenimento, e situata a Sava, sulla strada che porta verso Pasano (fonte Wikipedia).
Malgrado le nostre preghiere il miracolo dello schiavo non si ripete, anzi lungo la strada lo schiavo legato alla catena della sua stupidità lascia i suoi avanzi lungo il tracciato, come un moderno pollicino mono marcia ... mono cellulare. Non importa quanto lontano arrivi, se poi sei legato ad una catena.
A parte questo, stiamo pedalando su una strada secondaria immersa nella campagna più genuina, in contrada Petrose, proprio davanti l'omonima masseria, ci fermiamo al cospetto di una malconcia e pericolante cappella dedicata a Sant'Eligio, la strada continua e ci porta fino ad Uggiano Montefusco e alla sua Chiesa Madre (XVIII secolo) dedicata all'Assunta, conserva belle tele dei fratelli Bianchi, pittori manduriani del Settecento. Suggestivi sono gli affreschi del pittore manduriano Ettore Marzo che negli anni sessanta del Novecento, quando furono eseguiti interventi strutturali nella chiesa, la impreziosì ancor più. Oltre ai Quattro Evangelisti, particolarmente interessante e l'immagine raffigurante San Pietro che sembra posare i piedi sulla sabbia ed ha sullo sfondo una marina, richiamando all'attenzione la spiaggia di San Pietro in Bevagna, luogo di sbarco in Italia del Santo. Attigua alla Chiesa è situata la Cappella della Madonna del Rosario (XVIII secolo) *Punto di scatto fotografico (fonte CERAUNAVOLTALARTE.IT)
Lungo il confine dell'abitato di Uggiano ci spostiamo verso la chiesa Madonna Concedi Grazie (la mia preferita) incontrata per puro caso lo scorso anno durante il mio ritiro estivo. Da questa settimana oggetto di manutenzione straordinaria (grazie al neo nato comitato delle SETTE CHIESE che mi pregio di rappresentare) e per la prima volta la trovo aperta ... 
La strada ora scende verso Maruggio, dove a qualche centinaio di metri dalla linea di costa nel complesso della masseria Mirante troviamo la nostra settima e ultima Chiesa, quella del Mirante per l'appunto.
Il tempo di arrivare a Campomarino, ci salutiamo, qualcuno resta, qualcun'altro prende la via di casa, a velocità diverse e con diverse sensibilità.

Il Giro delle Sette Chiese - La Santificazione ... Non sono un Martire ma un Confessore, un Servo miracolato dalla bicicletta a cui è stata concessa una Grazia, guardare oltre l'asfalto e gli sfondi affrescati di tutto quello che mi sta intorno.
Sono anni che pedalo per la ricerca del mio benessere e ogni tanto cerco di dare agli altri la fortuna che ne deriva, basta solo aprire il palmo della mano, non è carità, non per beneficenza ... Ma solo per fede!

01 - CHIESA DI SAN NICOLA
02 - SANTUARIO MADONNA DELLA CAMERA
03 - CHIESA DEL ROSARIO
04 - SANTUARIO MADONNA DI PASANO
05 - CHIESA MADRE *
06 - CHIESA DELLA MADONNA CONCEDI GRAZIE
07 - CHIESA DEL MIRANTE
R.I.P. Tu invece potevi essere il mio mito, con un cancello sotto al culo, nessuna marcia e un rapporto onanistico buono per il bikepolo, abbigliamento casual, jeans e giubbotto di pelle (eco pelle) busta di plastica presa al bar, flauto, acqua e patatine lime e pepe rosa e poi che fai ?? Sulla signora anziana a Uggiano non devo dire niente, perché l'ho accompagnata in Chiesa.
Per andare in bicicletta non serve solo la bicicletta, non servono solo le gambe ... serve la testa e il rispetto per qualcosa che è più grande di te, qualcosa in cui prima o poi anche tu finirai buttato via.