domenica 6 agosto 2017

COASTOCOASTOCOAST GIRITOIE STEP TWO

La traversata dallo Jonio all'Adriatico e ritorno è ormai un grande classico delle mie pedalate, la prima è stata nel 2013 con arrivo a Villanova di Ostuni così come l'anno seguente, nel 2015 e nel 2016 invece il giro di boa è stato Capitolo, quest'anno invece sono arrivato sulla costa adriatica di Savelletri.
In realtà l'obbiettivo principale era risalire per intero le Giritoie, però una volta arrivato a Fasano, visto l'orario mi sono fatto prendere dalla voglia di strafare e ho tagliato, con i miei tempi e i miei modi tutti e due i traguardi in una volta sola.
La partenza come al solito è intorno alle sei di mattina, di un sabato caldissimo a conclusione di una settimana davvero torrida.
La prima sosta in città vecchia per qualche foto, cercando di scansare i gabbiani neri che mangiano tutto il pattume abbandonato sul molo.
Mi lascio alle spalle la città e l'Ilva, attraverso Statte e faccio la mia seconda sosta a Crispiano per il caffè.
Salgo Pilano in scioltezza recuperando per strada un paio di ciclisti.
All'uscita del bosco faccio i primi conti con il caldo che dalla campagna circostante si convoglia verso l'asfalto per poi risalire lungo il telaio della mia bicicletta.
Finito il primo litro d'acqua nelle borracce e qualche bicchiere al bar del caffè mi fermo alla prima fontanella, bevuta, rifornimento e idratazione generale.
Martina, Locorotondo ... e sembra che faccia meno caldo, ma è solo una sensazione. Perdo un po' di tempo per delle foto prima di arrivare a Laureto. Alla fontana ricarico le borracce, mi disseto e malgrado il traffico mi do una più concreta rinfrescata.
Scendo dalla vecchia Laureto e sulla strada in senso inverso incrocio due ragazzi di colore che trascinano con enorme fatica a mano le loro mtb da combattimento.
Per Fasano esagero con i contro sensi, poi finalmente trovo la provinciale per Savelletri, ancora in pessime condizioni e con un traffico non indifferente.
Sono sul mare, e la Selva alle mie spalle sembra lontanissima.
Il caldo è davvero intenso ... mangio e bevo per rimettermi nuovamente in strada, riesco a saltare un bel pezzo di provinciale infilandomi nella traversa della stazione (dove qualche giorno prima guardando le mappe avevo trovato una stradina comunale che arrivava fin sopra a Fasano ... tra l'altro in gran parte ombreggiata.
Punto verso lo stadio attraverso la statale e sono all'imbocco delle Giritoie.
Il caldo che scende dalla Selva m'investe nuovamente, ma questa volta sono solo e non mi volto ... salgo la prima rampa, ok è andata ... Sembra tutto finito, poi vedo l'asfalto che s'impenna non voglio controllare la pendenza sul garmin, non posso staccare le mani dal manubrio per paura di rotolare giù dalla bici ... Inoltre devo costantemente superare un invisibile linea di fuoco, sull'asfalto scritte che incitano ma che hanno un velato sarcasmo macabro, bianco su nero..
La strada si addolcisce, ma la pendenza media di tutto questo tratto è al 10% ... Arrivo all'incrocio ed iniziano i tornanti.
Ho un momento di crisi, controllo il respiro, sento di essere al limite, anche quando potrei non forzo e i tornanti li prendo larghissimi.
Sono in cima, ma non mi sento un leone. Devo superare lo strappetto del Miramonti prima di trovare un po' di ombra e la fontana.
All'incrocio finalmente posso mettere i piedi per terra, sento le gambe leggere ... mi appoggio al muro.
Arrivo stralunato alla fontana, non so quanta acqua bevo, c'è un gran puzzo di urina. Mi tolgo il pezzo di sopra e mi infilo sotto il rubinetto.
Mi preparo l'integratore. Passerò qui almeno 15 minuti.
Sono talmente sotto tono che tutta la discesa della Selva la faccio con il 38.
Risalgo lentamente fino a Laureto e inizio il mio lento avvicinamento a Locorotondo.
Sulla strada una nuova fontana. A Locorotondo mi fermo da Ann per salutare Daniela, Andrea del negozietto di fronte invece mi apostrofa con un "tu si matt' uagliò!!".
Il tempo di un gelato per poi ripartire nel momento di massima intensità del caldo.
Il sole è allo zenit, and the road is lava!
A Martina compro 5 centesimi di acqua fresca, inizia qualche crampetto all'interno coscia.
Mi butto a piombo giù per Pilano e anche nel bosco è come attraversare un incendio!
Una bevanda gasata a San Simone ed infine un autentico bagno dentro la fontana.
Arrivo trafelato a Taranto, il limone sul lungomare ancora non c'è, ad un distributore 24h prendo una nuova bevanda gasata. L'ultima fatica per San Vito ... Cotto ma non abbastanza per rinunciare alla mia birra ghiacciata da Calm' Beach prima di disfarmi completamente nella doccia di casa.

Jonio e Castello Aragonese

Gabbiani locali

CC - stay tune

ora sto scendendo ma già penso alla risalita

Savelletri

chiesa e lungomare

in giro sul molo

Adriatico e cose ...

Jonio and beer in Calm'Beach

lunedì 31 luglio 2017

GIRITOIE STEP ONE

Le Giritoie dal quindici luglio sono un pensiero fisso.
La cosa che più mi ha spaventato quando abbiamo cercato di scalarla con Ciccio e Lalla (rispettivamente con una Bootleg ed una Zydeco di Cinelli) non sono state le pendenze, subito proibitive, ma l'aria calda che scendeva dalla Selva e ci ha avvolti.
A Settembre con il fresco ci siamo ripetuti ... Ma aspettare per me è difficile ed ecco che due settimane dopo ci provo, questa volta da solo.
Sabato pomeriggio alle 15:30 parto da casa, ma non sono completamente pazzo! San Simone è un'ottima rampa di lancio per tutte le avventure sulla Murgia oltre ad un rigenerante punto d'arrivo ed in questo caso un modo per evitarsi un inutile e bollente sfacchinata.
Alle 16:12 inizio a pedalare cercando di arrivare quanto prima nel bosco di Pilano per trovare riparo dal sole incandescente, non per caso durante i 70 km complessivi di pedalata non incontrerò nessun ciclista!
Ripercorrendo a memoria il tragitto della pedalata verso ANN di due settimane prima ecco che dopo Martina Franca e Locorotondo sono affacciato alla fontana di Laureto.
L'obbiettivo era quello di scendere giù a Fasano e risalire sulla Selva dalle Giritoie.
Però non sono convinto, anche se la gamba va e il caldo non è più asfissiante, per una volta, questa volta, faccio una scelta più cauta.
Decido di salire sulla Selva e poi eventualmente scendere.
La gamba andava, infatti salgo la Selva senza affanni (segnando il mio miglior tempo, comunque lontano di oltre tre minuti dalla vetta del KOM) attraverso la Selva puntando la vista sul blu dell'Adriatico. Mi chiama Emma sul cellulare e mi chiede se può fare una battaglia d'acqua in giardino con la cugina, OK ... Io intanto scivolo giù per le Giritoie cercando di assimilarne i punti critici, l'ultima volta l'ho fatta 3 anni fa!
Ancora non mi fido di me stesso, così decido che la risalirò dalla recinzione dello Zoo.
Inizio la scalata con il mio solito pranayama cercando di visualizzare Emma che con il suo spruzzino di acqua ghiacciata ad ogni tornante sferra il suo micidiale e rinfrescante attacco.
In qualche tornante devo forzare per superare l'intoppo del traffico veicolare a doppio senso di circolazione.
Sono di nuovo su, pensavo peggio (!!) anche se al solito, lo strappetto dal Miramonti fin su alla Selva vera e propria è sempre più deleterio.
Prima di scendere e tornare indietro mi fermo al minareto che in questo periodo per una serie di eventi è aperto.
La strada è la stessa dell'andata, visto l'orario salto il passaggio da Locorotondo, anche se a "bomba" chiamo ugualmente Ciccio.
La temperatura adesso è perfetta e sembra che tutto vada bene ... dovrebbe essere sempre così.
Il primo passo verso la risalita completa delle Giritoie, a questo punto sicuramente prima di Settembre, in barba ai rapporti impossibili, alle scimmie urlatrici ai cuori in gabbia e ai vigili urbani tentatori.
Trattengo il respiro, chiudo gli occhi per un'istante e taglio la penultima luce che filtra tra le fronde che chiudono come una galleria la strada che scende da Pilano.

una delle tantissime chiesette rurali 
paesaggi
le foto si fanno in discesa VII tornante
e poi impara l'arte e mettila da parte
il Minareto - Selva di Fasano
sempre Oriental style
Locorotondo downtown 
la penultima luce
l'ultima luce

lunedì 17 luglio 2017

ANN

Alle volte le cose migliori nascono così per gioco.
Una sera hai gente a cena, il giorno dopo quattro chiacchiere via chat e la settimana dopo porti a termine una pedalata da Taranto a Fasano con sosta lungo il ritorno a Locorotondo.
Partiamo da San Vito alle 06:00, io e Lalla c'incrociamo a metà strada e proseguiamo verso Taranto dove ci aspetta Ciccio Ganci.
Poco dopo, siamo tutti è tre in movimento, attraversiamo la città, passiamo il ponte, un saluto al Lupo, attraversiamo il quartiere Tamburi ed iniziamo la lunga e costante ascesa che ci porterà verso Pilano.
L'aria è fresca e ventilata e la mente lucidissima, quando ci ritroviamo insieme spesso i discorsi cadono sul passato e personalmente sono più rilassato, ma non è un caso che quando si evocano i fantasmi l'aria puzza ... ma stiamo costeggiando l'Ilva, e la cosa mi sembra normale!
Al solito la prima parte di Statte la prendiamo controsenso scolliniamo Monte Termiti, una leggera discesa per poi riprendere la salita verso Crispiano.
I miei compagni di viaggio rispondono bene, anche se siamo solo all'inizio, io ho un passo diverso e spesso voltandomi gli vedo distanti intenti nella chiacchiera, allora devo rallentare ulteriormente, farmi raggiungere e spronarli ad aumentare leggermente la velocità (in realtà lo faccio perché si deve, e gli servo sul piatto un ventaglio di battute che loro puntualmente mi restituiscono)
Le pedalate con loro due sono così, di gamba ma soprattutto di braccio, anche se con un copione in cui ognuno ha la sua parte!
A Crispiano decidiamo di prenderci il caffè per poi ripartire carichi di calda caffeina in direzione Pilano.

ognuno ha le sue usanze 15.07.2017 #La Dama Bianca
il post caffè 
Iniziamo a salire e fino alla masseria non incontriamo nessuno. Ad un certo punto ci passa uno scalatore di quelli aggressivi, io mi metto subito alla sua ruota, dopo qualche centinaio di metro si volta e si accorge della mia presenza, inizia a cambiare ritmo ... Accellera, rallenta, accellera ... Come i matti ai semafori ... Io gli sto sempre dietro, ora prende un ritmo sostenuto, guardo il Garmin che segna 29 km/h, oggi non è giornata, e poi con sto ritmo fino a sopra chi ci arriva? Mi faccio tirare fino allo slargo e lo mollo, intravedo nelle sua sagoma che si allontana di spalle la soddisfazione che evapora per essere riuscito nel suo intento: Farmi mollare!!
Con il vantaggio accumulato sui miei compagni posso lasciare la bicicletta per terra e arrampicarmi sul costone pietroso per avere una visuale più aperta quando passeranno da queste parti.
Arriviamo in cima in momenti differenti e ci prendiamo del tempo per rifiatare io dico che se c'era il Dr. Fuentes con noi, questo sarebbe stato il momento ideale per una sua bomba!

Pilano inizia ora
Lalla
Ciccio Gà
La strada verso Martina è il classico sali scendi, ci fermiamo alla fontana dove Ciccio racconta qualche cazzata ad una signora con una fantastica Fiat 126 tenuta insieme da vari ritagli di scotch.
Martina l'aggiriamo da sotto prendendo la strada secondaria verso Locorotondo.
Per un guasto meccanico, siamo costretti a passare sotto al passaggio a livello (in sicurezza) assistiti dai tecnici della linea ferroviaria!

sopra e ...
... sotto la linea ferrata
questo è di un tempo, Locorotondo infondo
Lalla Balla nostra
Giriamo intorno a Locorotondo lungo la tangenziale fino al penultimo rondò, dove svoltiamo a destra prendendo un tratto di strada che non avevo mai percorso (#ontheroadtothenew è tra i punti fondamentali della filosofia ridefloz) e che risulterà una grandissima scelta in fase di pianificazione del percorso, non solo per saltare il tratto di SS 172 ma soprattutto per la tranquilla bellezza che ci fa attraversare.
Da Martina in poi una quantità di fontane da perdere il conto.

vietato scaricare 
i dossi ontheroadtothenew
Fasano
Arriviamo in zona Lame di Olimpia e ci prepariamo per la scalata della Selva di Fasano.
All'incrocio con la Statale una coda di auto sospetta ... Qualche metro più avanti si spiega tutto. La strada per la Selva è chiusa per il solito rally, che anche l'anno scorso mi aveva fregato in occasione di un'uscita con Andrea.
Il vigile ex ciclista, inizia a consigliarci vie alternative e tra una cosa e l'altra, non so come, convince i miei due amici a prendere le Giritoie da Fasano ...
Questo tratto, sinceramente l'avevo inserito anche io nel percorso, ma solo per spaventare ed allontanare quelli che si fanno troppe seghe sui chilometri ed i dislivelli, non l'avrei mai fatto fare.
In questo tipo di pedalata e con le loro biciclette quelle pendenze sono impossibili, ma ho imparato a non imporre il mio status di Capitano (i ciclisti hanno sempre la testa più allenata delle gambe) così ci buttiamo giù dalla vecchia Laureto attraversiamo una parte di Fasano trasformata in un maxi paddock e imbocchiamo la strada delle Giritoie dal km 0, ci vediamo in cima, perché sappiamo che non potremmo farla insieme "Ognuno col suo ritmo" "Ognuno col suo viaggio" "Ognuno in fondo perso" è lo scambio di battute non studiate tra Ciccio e Me, Lalla se la ride.
Appena iniziamo un soffio d'aria bollente che scende dalla collina ci attraversa e io sento nei sibili una voce che dice "ma dove cazzo state andando". Prima curva a destra, sono già sui pedali vado sulla schermata della pendenza ... 15% mi volto per dare l'allegra notizia a Ciccio e Lalla e li vedo già giù dalla bicicletta!! Tentenno fiducioso sul primo tornante ... ma non si muovono ... scendo giù!
Allora? Allora si ritorna su dalla strada che abbiamo fatto in discesa e io so già che non saranno le Giritoie ma sarà tosta uguale, indietro qualche volta si torna.
Passiamo tra i box, Porche, Ferrari, prototipi spaziali e ci vediamo in cima!
Io ci arrivo molto prima di loro, ma non senza fatica. Il vigile è ancora seduto in macchina con l'aria condizionata, e mi sa che un po' se la ride.
Quando finalmente arrivano gli altri, alla fontana di Laureto si fanno i conti con i propri limiti (del momento) e la pedalata da qui in avanti almeno per Ciccio e Lalla sarà più pesante.

in diretta dai box prima della risalita
in cima di fanno i conti con se stessi: E PIZZA
A ritroso fino alla rotatoria poi dico prendiamo questa strada per arrivare in paese e sento da dietro "Basta che non facciamo salite!" déjà vu ... Questa frase l'ho già sentita e guardo Locorotondo in alto davanti a me!!
Arriviamo finalmente da Ann.
L'accoglienza della Dama Bianca è meravigliosa, esagerata. Birra fresca, panini che quasi è un peccato scartare, grandi sorrisi.
Facciamo conoscenza con tutto il vicinato commerciale ... Insomma stiamo bene. Io mi sento a casa, e non capita spesso e visto la strada facile che ci resta da percorrere tra un vestito e l'altro una mala indiana e due teste di ceramica io ho preso tre bire e finisco anche le mie noccioline (anche contrariamente a quello che consiglia la dottoressa) ma oggi è festa e siamo in modalità Howlers oltre che in stile ridefloz.
Si riparte, alla prossima! Se vuoi vedere altre foto del negozio e vedere se ti sta bene qualcosa vai qui!

le Dame Bianche di Locototondo 
Annconceptstore cromo type
teste
La strada del ritorno è quasi tutta in discesa ma i dossi e i tratti in piano con questo caldo e tutto il tragitto già percorso sono ostacoli difficili. Passiamo a ritroso tutto quello che abbiamo visto di mattina presto, più illuminato, più accaldato, ancora più silenzioso.
Un nastro che si riavvolge, come una pedalata tra amici, sovra-incisioni di momenti che fanno echi, che rivivi ogni volta che schiacci play.
Prima di salutare Ciccio e rientrare a San Vito ci prendiamo una granita fresca sul lungomare.
Arrotondo a 130 km scortando Lalla fino a casa sua e dove non posso rinunciare alla quarta birra lungo la tappa di oggi!
A casa mi aspetta il fresco del pavimento, la tappa del Tour e quando mi riprenderò completamente il panino che mi sono portato Ann.

un attimo di riposo presso San Simone
la granita sul lungomare


L'amicizia è come un'infinita gara a tappe ... ci sono giorni che pedali insieme a tutta la tua squadra, condividendo i successi e le delusioni.
Poi ci sono i momenti in cui la squadra si disgrega perché ci sono tappe che non sono adatte per tutti, alle volte qualcuno va via in fuga, o resta nell'ombra per la volata, ci sono le tappe di montagna in cui qualcuno rischia il tempo massimo. 
Ma se sai aspettare e prepararti, puoi star tranquillo che arriverà una tappa in cui poter nuovamente pedalare insieme ai tuoi amici.
Come oggi.
- Poi la storia è piena di gente che abbandona le corse, che viene squalificata per doping o cambia divisa per i soldi e le aspirazioni personali ... Ma quelle non sono amicizie.
#ridefloz il Capitano

lunedì 3 luglio 2017

SE TI FAI POCHE DOMANDE AVRAI TUTTE LE RISPOSTE (GRANFONDO LUGLIO)

Quando sei nel gruppo è facile fare strada, ti metti in scia e pedali al risparmio, poi se sei un figlio di puttana al momento giusto esci e cerchi di fare il fenomeno, ma non sempre fenomeno sta per fenomenale.
Questo è uno dei tanti motivi per i quali preferisco uscire da solo e non stare sul culo a nessuno.
Sono anni che guardate silenziosi quello che succede, ora è il vostro momento, dopo aver impastato la massa e consegnato la bolletta, conservando le forze sul cavalcavia, vi muovete nel nuovo ... Ma è solo un replay di qualcosa che è successo qualche anno fa.

Punto fermo della giornata andare a mare, cercando di percorrere, prima, almeno i 100 km della GF di Luglio e salire qualche centinaio di metri. Ho puntato la sveglia alle 04:30 per poter fare tutto con calma e iniziare a pedalare per le 06:00.
Programma rispettato, 118 km, più di 1000 mt di dislivello arrivando sotto la Murgia da Montemesola - Crispiano e scalando prima Pilano e poi Monti del Duca, sdraiato a mare prima delle 13:30!

Sulla pedalata non ho molto altro da dire, il ginocchio ogni tanto si fa sentire, ma stringo i denti e vado avanti, il rimbombo e i volti persi davanti la disco sono sempre quelli, la città alle prime luci è bellissima, sei la mià città, fuori dal tempo, il Mar Piccolo, placido e silenzioso un incanto, poi s'inizia a salire ma la temperatura sarà fresca per tutto il giorno, il Caffè del Borgo è ancora chiuso e per oggi non assumerò caffeina.
Pilano la faccio in tranquillità, fermandomi per scattare delle foto e per godermi la folle discesa di un nutrito gruppo di MTB, Io invece le discese le affronto con moderazione, come al solito.
I colori della campagna sono particolari, ma ho occhi sereni e una parola, che non sa restare tra le dita per tutti quelli che alzano la voce.
Nessun dito medio in bella vista, ma gli indici sui freni sull'asfalto di Spaccamonti.
Cose buone per tutti ma non per me, io non sono in lista, tu rimani in pista, malgrado tutto:

Yeah, give me five, perché il ciclo è bello - Con la tua gang mai -
Se mi stai lontano è meglio, tu e le tue bad vibe - Guarda che non ti odio sono peace and bike da molto tempo prima di TE - E non vengo alla tua festa, no, non è un granché ... NO, non mi hai invitato cazzo me ne fotte a me! Uuuuhhhh happidais!

tentativi quasi impossibili di fotografarsi

tante coccole

la strada dietro gli alberi

a che ora dobbiamo vederci?

Pilano easy mode

muccatesort

colori strani

lunedì 19 giugno 2017

PER QUEST'ANNO NON CAMBIARE

Già, per quest'anno non cambiare stessa piaga stesso male.
Io in salita più veloce che in discesa, invece voi visibilità al massimo come gli operai sulle autostrade e al tempo stesso invisibili come quelli che si calano nelle fogne.
Respiro circolare nel mio giro circolare urli al vento contro vento, che spavento, per favore circolare.
Alle spalle la malombra come un cane che annusa l'ano vai lontano e stai lontano, alzo la mano e non commento io sto bene e non mi lamento.

Non metti laica quindi vaiacaca e una data in cui sei andata l'ho segnata senza impegno, esco in bici vado e vengo, quel che vedo non lo tengo ma ora è tardi, adesso spengo!

grano/masseria
fondo/mare
tramonto/ridefloz

lunedì 22 maggio 2017

GIRO100 ALBEROBELLO

E' passata più di una settimana dalla settima tappa del centesimo Giro d'Italia con arrivo ad Alberobello, ma è così, il Giro non ha tempo, è un Amore Infinito, un nastro che avvolge tutti i suoi campioni e stringe lungo la strada i cuori degli appassionati: Ciclisti, biciclette stratosferiche, ammiraglie, fotografi, giornalisti e una festa colorata dalle mille sfumature di ROSA ...
Aspetto l'arrivo della tappa da quando è stato presentato il giro programmando, questa volta, a che ora arrivare per non fare code, dove lasciare la macchina per non imputtanarsi al rientro, cosa fare e vedere nell'attesa dell'arrivo dei corridori.
Ed eccomi qui, con il mio venerdì libero dedicato al Giro, arrivo da Taranto senza un metro di fila, saltando volutamente il percorso tra Locorotondo e Alberobello, prendendo le vie alternative che di solito percorro in sella alla mia bicicletta.
Spunto sotto lo striscione degli ultimi 5 km ... e nel punto in cui avevo prenotato (solo mentalmente) il posto per la mia auto trovo già il camion dell'organizzazione che trasportava transenne striscioni e gonfiabili pubblicitari per quel punto di percorso.
Faccio un giro in macchina alla ricerca di un nuovo posto, le transenne del percorso sono ovunque, transito in macchina fino all'ultimo chilometro, punto verso la zona dei bus delle squadre che non sono ancora arrivati, intorno parcheggi organizzati a pagamento, ma a fine gara questo punto diventerà un inferno. Torno indietro e parcheggio su una stradina laterale a qualche centinaio di metri dal punto che avevo scelto sulla carta, con il volante puntato già verso la strada secondaria che mi riporterà a casa.
A piedi verso la zona dei trulli dove il paradiso rosa viene creato e distrutto in pochissimo tempo.
L'Open Village con tutti gli stand, le transenne fino al traguardo, i bus della regia, i palchi, lo studio del processo alla Tappa ... State con il ciclismo che non sbagliate mai (cit.) Il palco delle premiazioni, il controllo antidoping, la via di fuga per il ciclisti.
L'arrivo che sarà, presumibilmente, in volata (e lo sarà!!!) è come un batter di ciglia, veloce come il turbine di vento generato dalle ruote.
In queste abbondanti ore che mi separano dalla fine della tappa ho la libertà di girare e vedere tutto, senza vincoli, senza sosta, ecco perché sono venuto da solo.
Parte di quello che ho visto lo trovi nelle foto che seguono, solo una parte di quelle fatte, solo un immagine che non può racchiudere la gioia pluridimensionale nel passare sotto il triangolo rosso dell'ultimo chilometro, incontrare Davide Cassani e strappargli una foto tra un commento tecnico e l'altro, vedere a pochi metri ciclisti che ti hanno emozionato così tanto attraverso il piccolo schermo, Bettini, Basso, Ballan ... Tutti con la B per puro caso! Comprarsi una maglietta o un cappellino senza elemosinare gomme o ingombranti gadget di cartone, veder passare i massaggiatori e lo staff tecnico con le loro divise, spararsi gli ultimi 100 km di corsa sul maxi schermo davanti al palco delle premiazioni, strade che conosco benissimo e che guardo da una nuova, ennesima, prospettiva, il parapiglia scanzonato della carovana pubblicitaria, i primi mezzi a servizio della gara, il commento dello speaker che s fa più incalzate, il ronzio degli elicotteri che spuntano sulla tua testa, le sirene, le moto lo sprint e il vento colorato dei corridori che si alza oltre le transenne e si deframmenta sempre più.
Gli avevo promesso su Instagram che ci saremmo visti ad Alberobello ed ecco che passa Beardy, lo chiamo, lui si volta mi vede e mi saluta, poi i vincitori stappano, coriandoli, applausi, baci delle Miss!
Ci rivediamo sul tuo caravan, prendo la strada del ritorno mentre già iniziano a smontare tutto con ancora tanto da vedere e percepire e portarsi tutto dentro, fino all'infinito.

ultimo chilometro

l'arrivo dall'alto

l'arrivo dal basso

biciclette appese

i trulli in rosa

logo

biciclette in vetrina

Open Village ancora chiuso

bar

biciclette pubblicitarie

un sorriso dal passato rurale

Signorotto in tinta moderna

due facce della stessa medaglia

riparazioni minimali

tv locali in pelle nera

esce il sole ...

ICONvinto

... Prendi l'ombrello

le maglie sulle miss

con quel telefono al Tour devi andare signora

massage

319

posti in piedi

pink chat

paura 

TREK 

KAT

il GIRO ti ha dato alla testa

TEAM SKY

elicottero T.V.







guardarsi la moviola al maxi schermo

Alafaci

fotofinish

wow che original tattoo

Ewan

balconata zoom

Jungels

P I N K

alla tappa 15 la squadra migliore

i miei accostamenti cromatici preferiti

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