lunedì 12 febbraio 2018

IL GIRO DELLE SETTE CHIESE + L' EREMITA +

Il Giro delle Sette Chiese + L'Eremita +

L'osservazione, la ricerca e la comprensione ho voluto fare il mio terzo Giro delle Sette Chiese in solitaria, come un'Eremita, perché ho bisogno di osservare, di ricercare e di comprendere quello che mi sta dentro prima ancora di apprendere quello che mi circonda ...
La mattinata è freddissima con un forte vento da N/O, il mio pellegrinaggio inizia da San Simone e dalla piccolissima chiesetta della madonna del Carmelo datata 1649 che si trova alle spalle della più vistosa chiesa di San Michele.
Procedo contro vento verso Crispiano, con la mia ormai, immancabile barretta alla canapa, dove scenderò nel vallone Lezzitello per visitare la chiesa vecchia di Santa Maria, risalente al sec.XIII come si evince dalla facciata anteriore in stile Romanico, poi abbattuta e ricostruita nel sec. XVII e per lungo abbandonata a se stessa, oggi centro di informazione ed accoglienza turistica, che però ho trovato chiuso!
Riprendo a pedalare verso San Simone con il vento alle spalle ed inizio la salita di Pilano.
Davanti a me scorgo tre ciclisti ai quali però non riesco ad accodarmi, per cercare di proteggermi un po' dal vento. Li ho sempre a vista, e dopo il ponte ferroviario iniziano a sgranarsi. Nel bosco riuscirò a superarne uno solo.
Quando sono in cima do uno sguardo verso il ripetitore poi proseguo verso la Statale 172 che percorrerò per qualche centinaio di metri per fermarmi alla chiesa X.
Lungo la strada in prossimità dell'incrocio con cda Foggevo, era edificata dagli anni 20 una chiesa privata in stile neo gotico ... Chi non l'ha mai notata salendo verso Martina Franca? Con quel suo fascino misterioso e cupo, soprattutto di sera quando la sua sagoma improvvisamente appariva dietro la vegetazione e la nebbia.
Purtroppo l'edificio è stato demolito e al momento sul posto restano solo detriti, un contenzioso con l'amministrazione e tanto malumore mediatico  "Un oltraggio alla cultura e al patrimonio storico artistico di Martina", ha commentato lo studioso del territorio Silvio Laddomada. (Repubblica.it/Bari)
Più avanti in proseguendo sulla strada Foggevo poco dopo l'incrocio con la Provinciale 69 si trova una piccola chiesetta o molto più probabilmente una cappella privata per la quale non ho ancora trovato nessuna informazione a riguardo. Personalmente l'ho denominata Masseria Casavola anche se si trova all'incrocio con il ristorante Villa Bacco.
Qualche chilometro ancora e sono nell'abitato di Martina Franca dove mi fermerò in due chiese.
La prima o quarta proseguendo la numerazione della mappa è la Chiesa di San Michele, di fianco all'edificio si trova la grotta degli Eremiti ... Risalente al XIII secolo e tuttora visibile. (Barocco Pugliese)
La mia quinta chiesa è quella della Madonna della Sanità, ovviamente mi sono soffermato sul vecchio edificio risalente al XVII - XVIII secolo in completo stato di abbandono da quando nel 1942 fu edificata la nuova struttura. (Barocco Pugliese)
La chiesa si trova proprio al centro di un bivio ed il suo prospetto principale è usato come parcheggio auto !!
Arrivo proprio nel momento in cui nella chiesa in uso finisce la funzione domenicale ed il traffico ed il via vai di fedeli è troppo turbolentp per scattare una foto.
Perdo un pò di tempo cercando in vano un bar poco frequentato dove poter prendere un caffè e tenere allo stesso tempo sotto controllo la bicicletta, ma non lo trovo. Quando ritorno, la confusione di auto e cristiani è scemata ed anche il parcheggio è libero.
Inizio a rientrare verso San Simone seguendo quasi a memoria la strada che avevo tracciato.
Per sostituire la chiesa demolita e per stare nei tempi ristretti della mia uscita passo da San Paolo e dall'omonima chiesa, la più recente e sicuramente la meno suggestiva di tutte.
Attraverso nuovamente la Statale per scendere poi dall' Orimini vecchia, dove faccio in tempo ad incrociare due ciclisti che risalgono il bosco in controsenso.
Dopo aver aggirato nuovamente la Statale grazie alla complanare incrocio la mia ultima chiesa.
Anche di questo edificio non ho trovato nessuna notizia e personalmente l'ho scoperta solo la settimana scorsa rientrando dal mio giro Pascarosa.
La chiesa è attigua e credo di pertinenza della Masseria Carmine. Anche fare la foto è stata un'impresa, l'edificio si trova al centro di un terreno privato che con la pioggia di questi giorni era impraticabile. Sono riuscito solo a costeggiare un muretto a secco delimitato da fichi d'india!
Ma le fatiche non sono finite, la strada che resta per San Simone è tutta controvento, comunque arrivo prima del previsto e prima della classica birra di fine giro ho un po' di tempo per levarmi il fango da sotto le tacchette.

Chi è l'Eremita? Colui che per motivi, un tempo solo religiosi, si apparta dal mondo, per vivere solitario in luoghi remoti, dedito alla contemplazione, L'osservazione, la ricerca e la comprensione.
Pedalare come un Eremita, appartato e solitario.

Madonna del Carmelo
Chiesa vecchia di Santa Maria
Mass. Casavola / Villa Bacco
San Michele
Madonna della Sanità
San Paolo
Mass. Carmine
ripetitore rai

demolizione
cripta degli Eremiti
parcheggio
trulli
birra









mercoledì 7 febbraio 2018

PASCAROSA

Ho qualche giorno da recuperare e malgrado l'uscita di sabato, santificherò la mia domenica nuovamente alla bicicletta e ad un altro centinaio di chilometri.
Esco che fuori è ancora buio e non so per quale fottuto motivo non ho indossato i copri scarpa ... Quando attraverso San Donato inizio a sentire freddo alla punta dei piedi, ma ormai non posso più tornare indietro.
Ho deciso già tante cose, arriverò finalmente nel Borgo Rurale di Pascarosa, non mi fermerò al bar/benzina all'incrocio di Villa Castelli, so già cosa scrivere in chat, ma solo quando tornerò a casa.
Nel frattempo poco dopo Carosino vedo un gruppo di sei ciclisti che raggiungo e con i quali dividerò la strada fin sopra Grottaglie, parlano di lavoro, tre di loro sono militari e della randonnee in Basilicata, ma dicono un nome per un altro ed io non ho niente da aggiungere, si fermano per aspettare altri amici al bar e io mi accodo ad un altro gruppo, più numeroso, che prosegue verso la Mutata. Sto dietro uno con una Dogma F8 disk che fa un rumore di merda e il tipo continua a sputare come un cammello ... All'incrocio proseguono per Crispiano, io invece in solitaria inizio a salire la Specchia Tarantina.
Fino a Ceglie troverò solo ciclisti che procedono in senso inverso al mio.
La giornata esplode in tutta la sua bellezza, un cielo blu, aria tersa, un verde accecante e peschi in fiore che stridono con il marrone bruciato dei fragni che troneggiano nella campagna.
Mi concedo un caffè lungo e un biscotto cegliese in una bottega storica nel centro della Kailia, controllo la mappa dal belvedere da dove si vede nitida Ostuni e il mare sullo sfondo.
Io percorro la mia strada e dopo poco vengo superato da un nutrito gruppo di ciclisti ... tra tutti mi colpisce il ragazzo in testa con un fisico super skinny, man mano che mi lascio sfilare carpisco le solite discussioni di una tranquilla domenica nel plotone ... Lascio la strada principale per proseguire sul mio itinerario fatto di strade secondarie sempre più eccitanti.
Davanti l'ingresso di un casale in ristrutturazione un arco naturale fatto dalle fronde di due pini, l'incrocio con la strada che porta da Martina ad Ostuni e poi inizio la mia salita verso Pascarosa.
La foto che circa un mese fa aveva postato Cenzo mi aveva ipnotizzato, complice forse anche la storia di "Seppe li Sierre: tabaccaio, politico e ortopedico ma meglio noto come mago, indovino e guaritore il cui nome ancora oggi se sape a ttutte vanne."
A dirla tutta dal vivo, la piazzetta perde il suo fascino mostrandosi più kitsch che mistica
Lascio il borgo inoltrandomi nella campagna in direzione Cisternino e costeggiando per buona parte la linea ferrata della Sud-Est.
Poco distante è stato scovato un focolaio di xylella e già si parla di una nuova ecatombe di secolari piante.
Il tratto verso Martina è infinito, soprattutto grazie al vento contrario e ai continui saliscendi, interseco anche la ciclovia dell'acquedotto, che a giudicare dalla confusione di macchine parcheggiate in zona è presa letteralmente d'assalto!
A Martina ho il tempo per rifiatare e prendere un integratore e una barretta alla canapa, l'anti-doping non mi avrà!
La discesa da Pilano con l'asfalto completamente asciutto è un piacere infinito. Transito veloce da San Simone in orario ancora da Santa Messa più che da aperitivo!
Continuo a prestare attenzione a quello che mi sta intorno e faccio una piacevole scoperta dietro un muretto a secco, ancora tanto da scoprire.
Scendo verso Taranto dalla complanare e poco prima delle 1300 sono sotto la doccia mentre una birra ghiacciata aspetta solo di essere versata nel bicchiere.
117 km

sulla strada per Ceglie

Ceglie Messapica 

qualche zucchero da bruciare subito

traguardo volante

sulla riva aspetto il tuo passaggio

+ Il Giro delle Sette Chiese + L' Eremita ....

paesaggio delle 12:00

lunedì 5 febbraio 2018

TREMONTI

Lo scorso week-end la febbre ha bloccato anche me ... Peccato, perché sono stati due giorni davvero belli, io invece mi sono stancato passando dal letto al divano cercando di guarire il prima possibile.
Con molta calma ho ripreso a pedalare solo due giorni fa.
Oggi visto il forte vento ed il tempo instabile rinuncio al giro che avevo pianificato e che mi avrebbe portato troppo lontano e mi tengo cautamente nelle vicinanze di casa.
Come primo obbiettivo salgo su per Rocca, poi tra l'agitarsi degli alberi sulla collina e il grigio umido che scivola a mezz'aria decido che oggi è la giornata giusta per la TREMONTI, un'idea che avevo da molto tempo, e che forse in qualche altra occasione ho anche fatto, senza però documentarla a dovere.
MONTEparano / MONTEiasi / MONTEmesola circa 20 km, in un unica soluzione, indolore e sono già su in direzione Crocifisso Blu!
Pedalare è come pagare le tasse, fai fatica ma alla fine, questo sacrificio, serve per un bene superiore!!
L'importante è non perdere la testa ...
Per un attimo non so di preciso dove andare, torno indietro? Vado verso Grottaglie? Faccio quella strada che qualcuno chiama fiandre e che non ho mai fatto? Qualche pesco già in fiore e il sole che di nuovo sparisce dietro nuvole ancora più grigie.
Salgo verso la Crispiano - Grottaglie, magari arrivo a San Simone, magari salgo la Murgia, o controvento scendo verso Taranto, lambendo la Statale, su una strada ormai di routine.
Questa volta non devo tirare il freno, il vento abbraccia naturalmente la mia discesa.
Il tratto più impegnativo diventa alla fine la ringhiera direttamente esposta al fortissimo vento, la bicicletta vibra, mentre sul lungomare il vento scende sulle pareti rossastre del palazzo del Governo spostandomi con una spallata verso il lato opposto ... Come quelle spallate che ricevi durante una volata Un attimo prima sei li che parli, che dividi la strada, racconti i tuoi progetti per la stagione e nelle ultime centinaia di metri non conta più niente, qualcuno ti passa, qualcuno ti taglia la strada, i più maliziosi si appoggiano ...
Ma il traguardo per me non è una striscia e tra un fiore di pesco e la terra bagnata di un campo sono qui che ho qualcosa in più di 80 km sul Garmin e allora sono maestro nel girare intorno a casa e arrotondare l'uscita alla seconda Granfondo di Strava, non atterro, non decollo ma di fisso a quota di crociera, ridefloz.

MONTEparano 135 mt slm
MONTEiasi 47 mt slm
MONTEmesola 183 mt slm

il tempo del caffé
entrare nella terra bagnata alle volte vale la pena

pesco

mare

giovedì 18 gennaio 2018

THE HOWLERS - HISTORY OF NOW

Le bugie hanno le gambe corte, e con le gambe corte è difficile pedalare.
Ma anche la memoria alle volte è corta e «chi dimentica è complice» si dice sul web, chi non sa i fatti è un ignorante e chi non gli vuole ricordare è inqualificabile ... Perché i chilometri che percorri servono come allenamento ad andare più avanti altrimenti riparti sempre dallo stesso punto e se non stai attento finisci col girare intorno ad un anello e c'è gente che gode a vederti girare come un animale alla catena.

Vado in bicicletta da sempre, non ti sto a raccontare però quando ho tolto le rotelle, quando mi stavano investendo, quando ho avuto la mia prima bmx e quando hanno cercato di rubarmela ma non ci sono riusciti, ad un certo punto inizio a girare in mtb da solo, ricordo come fosse ieri un folle giro tra Marconia, Craco e Pisticci in pieno agosto ... Poi mi sono unito a degli escursionisti, eravamo pochi ma si andava per gli sterrati di Taranto, le masserie, il Mar Piccolo, tutte cose che ci sono sempre state e che per fortuna ci sono ancora.
Ho iniziato ad allenarmi con più impegno con la mtb, su percorsi più difficili, con un bel gruppo, ma rifiutando sempre la competizione. Ho avuto una figlia, ed ho mollato un po' la gamba.

La prospettiva è cambiata quando partecipo ad una pedalata serale, giugno 2010 non una gara, non una ciclo passeggiata ma più semplicemente il quotidiano in sella ... Vedere persone fare due chiacchiere bersi una birra, passare del tempo.
Qualcosa che già avevo visto da qualche parte in Italia e all'estero, si concretizza a Taranto.
Quel giorno pioveva ... in bici eravamo in tre!

Dopo qualche mese è iniziato l' APPUNTAMENTO CICLICO, si partiva dal tribunale e si girava per Taranto senza una meta ben precisa.
Inizio ad annotare persone negative che hanno una visione della bicicletta completamente diversa dalla mia.
Recupero una bicicletta dalla spazzatura a Lido Bruno, pochi economici ed essenziali adeguamenti, la trasferisco in città e la utilizzo come mezzo di scambio, accompagno mia figlia all'asilo faccio avanti e indietro dall'ufficio, mi sposto per la città più velocemente, senza spendere soldi per benzina e parcheggio, sono più felice.
Il numero e la partecipazione intorno alle uscite serali cresce.
Andare a vedere le processione del giovedì Santo in gruppo, in bicicletta, un'idea talmente semplice e pur così rivoluzionaria!!
Una serata meravigliosa, fino a quando un ragazzo in bicicletta viene travolto sul Ponte Girevole da una macchina con 7 persone a bordo che non si ferma neanche.
Una macchina tra la folla del Giovedì Santo, come purtroppo ne abbiamo viste tante e incredibilmente continuiamo a vedere.
Quel giorno muore una persona speciale, conosciuta da tanti e ben voluta da tutti ... Quel giorno nasce contemporaneamente nell'anima di tutti quelli che lo conoscevano e gli volevano bene la voglia di stare insieme, in maniera positiva, propositiva, spensierata.
Di li a poco ci ritroviamo su una pagina Facebook, poi diventiamo un gruppo e poi un AdV ... Gli appuntamenti in bicicletta non si fermano, continuano, cambiano forma, cambiano nome, diventano i TOURdeBEER, sempre di giovedì sera, con cadenza quasi settimanale (nasce anche una copia il venerdì sera ... Dura solo qualche settimana) stare insieme, divertirsi si pedala di sera dividendo la strada con le macchine, cercando di non ostacolare il traffico ma allo stesso tempo senza esserne soggiogati ... Non una pedalata rinchiusa tra le sirene della municipale, non un'azione di forza antagonista, ma la realtà in movimento ... Si può andare in giro di sera in bicicletta.
Le iniziative con l'associazione, aperte a tutti, aumentano, feste, uscite extraurbane, bellissima quella al FAME FESTIVAL di Grottaglie, partecipiamo all'annuale festa del volontariato ... Sul mio taccuino nero aggiungo il nome di un rappresentante di un'associazione di quelle che contano solo il presidente e pochi seguaci ... Volontariato al servizio dei propri interessi, finta "facciamo rete" e pettegolezzo becero verso chi non è presente!!
La bicicletta vive un momento storico come pochi, tutti vogliono pedalare, noi siamo in giro.
Per la prima ricorrenza dell' OMICIDIO STRADALE SUL PONTE lanciamo la proposta della chiusura del traffico privato intorno all'isola, con tanto di piano alternativo della mobilità, individuazione di parcheggi di scambio ... Ma senza controllo anche un'ordinanza perde di significato ed efficacia.
Sistemiamo una ghostbike sul Ponte Girevole, sostituendola qualche anno dopo con quella in legno.
Si sviluppa parallelamente il bikepolo, occupiamo moralmente un luogo abbandonato come la pista di pattinaggio della Ricciardi, oltre a giocare a bikepolo la domenica pomeriggio diventa un luogo di aggregazione per pattinatori, skaters, famiglie, suonano deejay, improvvisiamo barbecue.
Personalmente non mi faccio mancare niente, e realizzo con alcuni ragazzi delle piccole esperienze ciclo turistiche nella regione, inizio la mia avventura con la bici da corsa, vado all'Eroica!
Il comune di Taranto premia il nostro bikepolo come sport emergente.
Per due anni consecutivi viene organizzato un torneo che richiama team dal sud e centro Italia.
Durante il periodo elettorale la pista diventa anche luogo d'interesse di politici di ogni colore e pulpito per promesse ... In una città che ai marinai ha dedicato un monumento.
Vinciamo un bando di concorso della Regione Puglia, realizziamo del materiale informativo e teniamo delle lezioni nelle scuole sulla mobilità sostenibile.
Grazie all'assessore alla mobilità aderiamo ufficialmente alla EMW e organizziamo una settimana ricca di appuntamenti con tema centrale la Bicicletta.
Organizziamo insieme ad altre associazioni e realtà super attive sul territorio una CRITICAL MASS il sabato sera ... Sfruttando le corsie preferenziali degli autobus, riusciamo a dare un segnale fortissimo di spostamento alternativo superando un traffico che si annoda su se stesso.
Intervistati da Radiobici, più volte sui quotidiani locali ed in televisione, lanciamo la campagna TESTEdiCASCO per sensibilizzare l'uso del casco in bicicletta, sul palco del villaggio di partenza nella tappa del Giro d'Italia ... Ma non devo scrivere un curriculum vitae ... 
Poi cosa succede?
In vano cerchiamo di ottenere una sede, il tempo da dedicare al volontariato per tanti diminuisce, il dialogo con l'amministrazione è sempre più difficile e a senso unico, la pista della Ricciardi è oggetto dei soliti progetti faraonici, depredata da bestie delle griglie metalliche, delle assi di legno, della sua funzionalità sociale da ottusi senza scrupoli, si trasforma in un cesso a cielo aperto al servizio del suk della domenica.
Anche l'accesso diventa ostico, famiglie e bambini vengono di fatto allontanati.
Il comune ripropone per conto suo la EMW non sfruttando un know-how gratuito e già acquisito, organizza una conferenza stampa che non porta da nessuna parte, ripropone una misura restrittiva del traffico che dalla scorsa edizione doveva essere PERMANENTE.
Come associazione ci fermiamo, restiamo in silenzio, forse siamo stanchi, forse siamo scoraggiati.
Continuiamo le nostre iniziative con meno verve, con meno speranza, con meno seguito ... Tutto torna indietro, il bikepolo si trasferisce con il suo torneo a Lecce poi a Bari ... Oggi è ospite della struttura comunale di SGJ, mentre la pista di pattinaggio di Taranto, oggetto di lavori dal giorno alla notte è completamente inaccessibile ed inutilizzata.
Il comune continua a partecipare annualmente alla EMW riproponendo sempre le stesse misure e non aderendo (semplicemente iscrivendosi al sito) in maniera ufficiale.
Progetti su piste ciclabili, dressage a pedali e la percezione della sicurezza per strada davvero sconfortante, non soltanto in sella ad una bicicletta.

Chi non ha memoria finisce con il girare in tondo come un animale alla catena ...
Adesso si riparte di nuovo e tutto sembra wow, tutto sembra non esserci mai stato, tutti sono più bravi ... E tutto è ancora fermo ...

* Ho concentrato sette anni di bicicletta, questo è il mio personale punto di vista delle cose, tante cose non le ho scritte, se le cercate le trovate, se le chiedete vi verranno dette, i nomi non servono, ci sono i buoni e i cattivi, chi pedala per la sua strada e chi si diverte ancora a fare giro giro tondo. 








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giovedì 11 gennaio 2018

FESTIVE500 / 2017

La classica avventura tra Natale e Capodanno, parte alle 09:00 del 24 Dicembre.
Prima di uscire butto un occhio sul web e ci sono già tante foto e qualche videoblog dei primissimi dall'altra parte del mondo.

PAPPAGALLI / La giornata è fantastica, aria fredda e tersa, decido di andare verso Grottaglie, dallo stadio la vista è mozzafiato, la campagna, Taranto, il mare e il Pollino innevato che si alza in lontananza Proseguo in direzione Crispiano e poi scendo verso Massafra lungo una statale rettilinea e stretta, arrivato nell'abitato mi faccio guidare dai cartelli del Santuario di Santa Maria della Camera, da visitare con più attenzione. Uscire dal centro storico affacciato sulla gravina attraverso una strada in discesa lastricata e in forte pendenza mi mette un po' in imbarazzo, attraverso la statale 100 e tagliando per agrumeti e campagne più recitante che altrove arrivo sulla Statale Jonica, posso pedalare per la complanare per un bel pezzo ma all'altezza del porto il dedalo di viadotti, svincoli e restrizioni industriali mi costringono a salire sulla statale per un paio di km.
Arrivato in città faccio in tempo a vedere la partenza della Corsa della Vigilia, corsa podistica per ricordare una grande e bella persona che un maledetto male ha portato via. Ciao Francesco, ovunque tu sia.
Saluto degli amici e prima di rientrare a casa mi fermo per una birra da HOPS qualche chilometro più avanti.
La giornata si chiude con 105 km e la cena (che contrariamente agli altri anni) non sarà a casa mia.

la rada del Mar Grande - Taranto

passaggio sotto la Statale Appia - Grottaglie

murales intorno il campo sportivo - Grottaglie

la Murgia - loc. Calze Rosse

Santuario Madonna della Scala - Massafra
PROSCIUTTO / Dopo le tante strade statali percorse ieri per il giorno di Natale pedalo in tranquillità sulla litoranea salentina. Parto di casa alle 06:00 precise.
Anche oggi la giornata è bella, il cielo sereno e con poco vento, il sole sorgerà dopo 20 km. Un mare pacato e limpido, pedalando in assoluta solitudine arrivo fino a Punta Prosciutto dove è doverosa una breve passeggiata lungo una spiaggia dorata.
Inizio il rientro ed incontrerò il primo ciclista al mio km 73!! E' difficile riuscire a trovare una litoranea così ... Lo considero un premio per la levataccia e l'impegno che riverso, ogni anno, nel #festive500 ed in tutte le mie pedalate.
Sono a casa dopo 113 km in tempo per una doccia ed il consueto pranzo natalizio a casa di mio suocero.

L'alba - loc. La Torretta

il Curvone

Punta Prosciutto

tramonto sulla Calabria - C.da Carelli
FENDINEBBIA / Per questo terzo giorno di festa consecutivo volevo andare ad Oria, ma la nebbia è un grosso imprevisto, e non serve a niente correre inutili rischi.
Così alle 06:45 mi inizio a muovere passando da un abitato all'altro, da un paese all'altro arrivando fino a Pulsano, poi scendo sulla litoranea dove la nebbia oramai è diradata, arrivo fino a Campomarino per poi rientrare verso l'interno. Sosta ad un bar di Maruggio e poi la salita verso Manduria. La nebbia nelle campagne è ancora bassa e questa cosa mi fa ulteriormente pensare di aver fatto la scelta giusta cambiando all'ultimo il percorso.
Attraverso Manduria e consultando la mappa sul telefono cerco, trovo e pedalo su una stradina che arriva a Sava facendomi evitare la Statale 7ter.
Mi tengo esterno e proseguo in direzione San Marzano per poi prendere la deviazione dell'invaso Pappadai. La strada per tornare a casa una delle più classiche, Monteparano / Rocca / Faggiano / Talsano.
Chiudo a 101 km, portando il totale a 320, un ottimo score considerando che domani torno a lavoro per altri tre giorni e che gli ultimi due a disposizione saranno ancora sabato e domenica, ma nell'immediato mi aspetta un altro pranzo in famiglia.

Torre Sgarrata

Cda Acuti - Manduria

FARO / La mattinata è dedicata al rientro in ufficio, nessuno stress da fine anno e tutto sotto controllo.
Inizio la mia pedalata alle 13:50 si è alzato un discreto vento che cerco di sfruttare al massimo evitando lo scontro diretto, devo tornare in ufficio e cerco di pedalare il più possibile evitando inutili soste e perdite di tempo superflue.
Prima di lasciare la bicicletta un giretto sotto il faro dove colgo il magico connubio del sole al tramonto e delle nubi ... anche se queste non promettono niente di buono.
52 km da aggiungere a quelli già fatti.

Faggiano

Santuario Madonna della Camera - Monteparano

faro - Capo San Vito
MAESTRO / Il tempo oggi non è dalla mia, un vento fortissimo che nel corso della giornata cambia direzione e nuvole di pioggia che passano veloci nel cielo.
Esco alle 12:20, ed inizio a pedalare lungo la litoranea ma il vento laterale è fortissimo e in alcuni punti faccio fatica a tener dritta la bicicletta, cerco di coprirmi salendo verso l'interno alla rotatoria di Saturo, con il vento alle spalle è tutta un'altra storia, ma dovendo tornare in ufficio anche nel pomeriggio non posso allontanarmi troppo, incrocio per la strada di San Donato e poi giro verso casa. A questo punto il vento è una forza maggiore e contraria. Procedo a fatica con un rapporto molto agile.
Ad un certo punto scorgo in lontananza un ciclista solitario ... Lo raggiungo in breve tempo perché la sua velocità è davvero minimale, è un ragazzo di colore con il cappotto lungo che pedala su una vecchia mtb decisamente più piccola e un paio di bustoni all'estremità del manubrio ... Non ho il coraggio di girarmi per guardarlo in faccia e proseguo fino a casa per la mia pedalata più corta, solo 41 km, di questo #festive500.

loc Tramontone

onda su onda

loc La Porticina - Capo San Vito
UFFICIO / Anche il percorso (più lungo possibile) casa ufficio e viceversa è una costante delle pedalate del #festive500.
Esco di casa alle 06:40 che è ancora scuro, vado verso San Donato sbucando alla zona "industriale" di Faggiano, poi inverto la marcia verso Taranto lungo la strada dell'Auchan!
Riesco a beccare il sole che si alza dietro i palazzi ed illumina i miei ultimi chilometri prima di salire in ufficio, non prima di essermi fermato per un po' alla ghostbike, perché questi 500 km gli ho fatti tutti da solo, ma sulla strada solo mai!
Mi cambio, mi do una rinfrescata, la giornata è bella e non vedo l'ora di arrivare alla pausa pranzo per rivestire i panni del ciclista e percorrere serenamente quello che manca.
Prima di uscire dalla città perdo il tappo del porta oggetti che una macchina schiaccia, disintegrandolo, immediatamente. Sono costretto a preservare il contenuto con una busta di plastica trovata sul ciglio della strada.
La salita di Roccaforzata e poi giù per la Madonna della Camera fino a Lizzano e poi passando per la Bagnara giù sulla litoranea, il mare di nuovo calmo dopo gli ultimi due giorni.
Senza troppa fretta proseguo lungo la costa con il sole che m'illumina e mi scalda fino a casa.
89 km e obbiettivo raggiunto a 502 km

l'alba dell'ultimo giorno - loc. Salina Grande 

Monteparano

500 km Ridefloz OUT
Lo score finale è di 508 km perché il 31 ho fatto un giretto supplementare intorno a casa per andare a vedermi l'ultimo tramonto del 2017.
Questo è il quinto #festive500 che chiudo, e per quest'anno posso ritenermi molto fortunato, tanto tempo a disposizione e condizioni meteo tutto sommato buone.
"Quest'anno lo faccio anch'io, che ci vuole a fare 500 km?"
Già, che ci vuole?
Una bicicletta, due gambe, una grande costanza, spirito di sacrificio, un minimo di organizzazione, nessuna paura di restare solo con i propri pensieri e alla fine tagliato il traguardo virtuale dei 500, non trovi solo il tuo nome in classifica e una toppa commemorativa ...
Tutto il resto però, lo tieni per te, perché è difficile da raccontare!

RIDE FLOZ 12.391 con 508 km